VERSO UN NUOVO ORDINE MONDIALE Il nostro secolo diciannovesimo è stato teatro di movimenti che hanno spinto la storia attraverso vie e destini diversi. Molti di questi movimenti hanno avuto un apparente successo. Oggi però stanno già morendo. Altri movimenti sono nati in silenzio e cresciuti in sordina ma, come le braci sotto le ceneri, hanno mantenuto inalterate le loro energie e iniziano oggi a manifestarle. Proprio uno di questi movimenti è nato nella seconda metà del secolo scorso da uno straordinario personaggio conosciuto col nome di Bahà'u'llàh. Egli diede origine ad una nuova concezione della storia e definì la prima importante anticipazione della "teoria dell'evoluzione" e della visione sistemica del mondo. Bahà'u'llàh sostenne che la storia procede in linea ascendente discontinua e che ogni nuova fase storica rappresentava un progresso rispetto a quella precedente. La storia è cioè cumulativa e progressiva. E' in costante cambiamento e movimento. Egli evidenzia il concetto che tutto è relativo e progressivo e che l'umanità lentamente, ma inesorabilmente, procede verso un miglioramento globale della vita e della civiltà… Si trattava per il secolo scorso di una opinione audace e antesignana. Tale pensiero predittivo fu considerato eretico e pericoloso. Cosi Bahà'u'llàh fu costretto di prigione in prigione per quaranta anni: fino alla morte che lo colse, prigioniero, in una colonia penale dell'Impero Ottomano , nella grande città prigione di Akka, nel 1892. Spesso il progresso per affermarsi si nutre di sofferenze, di vittime e sangue. Quindi la storia del nostro pianeta è andata evolvendosi attraverso aggregazioni sociali sempre più ampie e complesse. In origine esistevano solo formazioni di coppia. Queste, aggregandosi ad altre per meglio affrontare problemi di sopravvivenza, si trasformarono in tribù, poi, stimolate dagli scambi commerciali, ancora in villaggi. La necessità di difendersi dai nemici, dai predatori, dalla natura ostile e dall'incremento della popolazione si sono creati i presupposti perché, attraverso i secoli, i villaggi diventassero città e le città, attraverso conquiste militari e nuove strutture sociali, si trasformassero in città-stato (inizialmente dipendenti, poi indipendenti). Successivamente questi territori si sono evoluti in regioni e nazioni e queste a loro volta in nazioni sovrane. Nel nostro millennio la maggior parte delle nazioni del pianeta sono sovrane e indipendenti politicamente. Il grafico n.1 mostra sinteticamente l'evoluzione della società umana nel suo complesso. Grafico n. 1 : LA SOCIETÀ UMANA SI E' EVOLUTA ATTRAVERSO AGGREGAZIONI DI CRESCENTE COMPLESSITÀ Quanto appena descritto è avvenuto in tutti i luoghi della terra sia pure con tempi e ritmi di evoluzione diversi a seconda delle dimensioni territoriali dei diversi contesti sociali, politici ed economici appartenenti alle varie culture e religioni. Normalmente il passaggio da un livello di vita tradizionale al più moderno ed aggregato, scaturisce da profonde crisi che coinvolgono valori, religione, organizzazione politica ed economia. Il grafico n. 2 mostra, come alla fine di ogni fase evolutiva il salto da uno stadio a quello immediatamente successivo avviene attraverso una serie di crisi denominato scientificamente “ stati entropici o caotici “. Il massimo ampliamento delle oscillazioni rappresenta l'intensità dello stato di crisi che conduce al "salto in avanti". L'ampliamento delle oscillazioni, in concomitanza dell'ultimo periodo di ogni fase è il segno che precede il salto alla fase immediatamente successiva. Queste vibrazioni caotiche sono generate dall'incapacità delle istituzioni del piano vivente a risolvere i problemi correnti. Grafico n. 2 : OGNI FASE DI EVOLUZIONE COINCIDE CON UNA DESTABILIZZAZIONE SOCIALE ED ECONOMICA CHE AUMENTA CON L ‘AVVICINARSI DELLA FASE SUCCESSIVA Oggi la crisi che ci vede tutti coinvolti è dovuta agli impulsi che spingono l'umanità a compiere il salto verso il successivo livello di evoluzione: da quello odierno, basato sull'individualità delle nazioni, a quello successivo, probabilmente transnazionale ed internazionale. Infatti i problemi generati non sono più risolvibili all’interno delle politiche delle nazioni, ma vanno al di la, in quanto sono sovranazionali ed internazionali, e nessuna nazione da sola ha la capacità e la possibilità di risolverli. Il mondo necessita di un nuovo ordine mondiale, e deve partorire una nuova filosofia ed un nuovo modello di vita: "La terra è un solo paese e 1'umanità i suoi cittadini" (1). Come ogni parto il nuovo ordine mondiale provoca doglie: le crisi in atto ne sono i sintomi. Studiando lo sviluppo economico e le fasi evolutive dell'uomo possiamo notare che il momento che segna il cambiamento di un sistema di vita ha avuto una costante K in comune con tutti gli altri passaggi della storia. Questa costante K è individuabile nelle risorse. In genere in una società dotata di abbondanti risorse non c'è sviluppo e la vita procede nel consumo e nella dissipazione sempre più veloce delle risorse disponibili. Ma non appena le risorse cominciano a scarseggiare si instaura un nuovo clima di preoccupazione che porta gli individui prima alla lotta per l'accaparramento e la sopravvivenza socio-economica e poi a capire la situazione creatasi. Proprio attraverso queste difficoltà e sofferenze inizia un processo di maturazione che porta la società a vibrare e a farle iniziare un processo di evoluzione attraverso un "salto in avanti". Cambiano così i rapporti tra individui e società, tra società ed ambiente, tra collettività ed economia, tra consumi e risorse. In tal modo, in un determinato lasso di tempo, la società modifica le precedenti leggi e trova la soluzione dei problemi facendo avanzare di un livello l'intera massa sociale. Certamente la nascita delle grandi religioni ha dato un contributo essenziale a questi salti in avanti. Gli uomini primitivi, ad esempio, erano dediti alla caccia ed iniziarono a lavorare la terra solo per soddisfare le loro impellenti necessità alimentari. Mancando una organizzazione ed una programmazione razionale, la selvaggina e le piante commestibili divennero sempre più scarse, e lo sfruttamento indiscriminato provocò una carenza di risorse ed una crisi che impose di tentare nuovi sistemi cosi, a poco a poco, l'agricoltura e la cooperazione presero il posto del sistema di vita singolo, basato sulla caccia. Questo determinò la fine del nomadismo e l'inizio della vita stanziale . I villaggi presero il posto della vita nomade delle tribù. Lo stesso avvenne in altri tipi di società e con diverse organizzazioni sociali. Quindi la storia passata dimostra che i grandi cambiamenti sono avvenuti non per l'instaurarsi di una situazione di abbondanza, ma in seguito alla dissipazione delle risorse esistenti. Esattamente come oggi. Infatti la nostra società del XXI secolo sta uscendo da un periodo di grande dissipazione di risorse e sta entrando velocemente in un periodo non solo di grande carenza ma anche di cattiva gestione delle risorse disponibili. Negli ultimi 50 anni le masse progredite dell'umanità hanno dissipato a folle velocità grandi quantità di energia e risorse, spesso per un vacuo consumismo fine a se stesso nel mentre altre masse meno progredite si trovino tutt'ora in grave carenza di beni di prima necessità. Oggi ci troviamo - alle soglie del terzo millennio - in un periodo di transizione, nel quale i problemi ci stanno schiacciando senza che si riesca a trovare una soluzione congrua. Inoltre gli ultimi 150 anni sono stati caratterizzati dalla crescita di organizzazioni nazionali che hanno permesso un miglioramento quantitativo e qualitativo della vita. Ma queste organizzazioni "nazionali", negli ultimi decenni stanno mettendo in evidenza i problemi di una società che cambia velocemente. Problemi che gli attuali sistemi politici a gestione "nazionale" non sono in grado di affrontare e risolvere. È proprio questo il punto critico della transizione che il vecchio sistema mostra in tutta la sua debolezza. E‘ pertanto necessario un salto in avanti . Appare quindi evidente che esiste una direzionalità di sviluppo dall'età della pietra fino alla società moderna, dai microsistemi ai macrosistemi, dal tipo di società nomadi alle città stato, ai principati, alle monarchie, agli stati nazionali, verso un concetto di vita organizzato con macrosistemi sempre più complessi.. Ha scritto Bahà’u’llàh più di un secolo fa: "il benessere dell'umanità, la sua pace e sicurezza sono irraggiungibili a meno che e fino a quando non sia fermamente stabilita la sua unità" ( 2 ) . Nell'osservare che l’intero genere umano geme e muore dal desiderio d'essere guidato all’unità e di por fine al suo plurisecolare martirio, L'unificazione dell’intera umanità è il contrassegno dello stadio che la società umana sta ora per raggiungere. L'unità familiare, 1'unità delle tribù, delle città stato e della nazione sono state l’una dopo l’altra tentate e pienamente conseguite. L'unità del mondo è la meta per la quale quest'afflitta umanità sta lottando. II periodo della fondazione delle nazioni è ormai terminato e sta giungendo al suo culmine l’anarchia inerente alle sovranità nazionali. Questo mondo di crescita verso la maturità deve abbandonare un tale feticcio, riconoscere l’unicità e l’organicità delle relazioni umane e instaurare una volta per sempre il meccanismo che meglio potrà incarnare tale fondamentale principio della sua vita“ (3). È pertanto ipotizzabile che non è attraverso il perpetuarsi di forme politiche precedenti, o di sistemi economici già sperimentati, che il mondo riuscirà a passare tale strozzatura. Sarà solo attraverso 1'adozione di nuove ed adeguate dottrine sociali, economiche, spirituali che il mondo riuscirà a produrre il necessario cambiamento. È interessante constatare come questa necessità di avere una visione globale e interdipendente dei problemi provenga oggi anche da tutte le altre attività dell'uomo. A cominciare da quelle scientifiche, per proseguire poi con quelle sociali, economiche, geografiche, politiche, linguistiche, spirituali. Le scienze moderne si basano solo sulla dimostrazione delle teorie, invalidando cosi tutte quelle ritenute incongruenti alla spiegazione dei fenomeni. L'inizio del XX secolo ha assistito al crollo della teoria meccanicistica perfino nella física . Gli insiemi di relazioni interagenti sono giunti ad occupare il centro dell'attenzione e questi sono risultati di una tale sconcertante complessità - persino all'interno di una entità fisica elementare come l’atomo - che la capacità esplicativa della meccanica newtoniana è stata messa seriamente in dubbio. La relatività ha fatto la sua irruzione nella fisica dei campi, e la scienza della teoria dei quanti nella microfisica. Il progresso della ricerca nelle altre scienze ha seguito cammini paralleli. Le leggi della física classica non erano sufficienti a spiegare la complessità degli organismi viventi e, pertanto, si è dovuto postulare nuove leggi non le leggi delle forze vitali, ma le leggi di totalità integrate, agenti come tali. Sono state quindi postulate nuove leggi che non contraddicono le leggi della física ma che invece le integrano: si entra quindi nel campo delle scienze sistemiche. L'uomo é quindi un sistema complesso altamente strutturato (fisico, intelligenza, emozioni, volontà, talenti interiori o qualità spirituali ): é una miniera di gemme variegate cosi come lo sono le sue società ed il suo ambiente. Per questo, la sua ontogenesi e la sua filogenesi vanno osservate all'interno di una visione nuova, globale, sistemica, olistica. É necessario raggiungere una visione unitaria della società umana in tutti i suoi aspetti (scientifici, sociali e spirituali). Gli scritti di Bahà’u’llàh portano l’uomo a concepire e considerare una visione globale di questo tipo. Esaminando, seppure superficialmente, l'attuale organizzazione del mondo, osserviamo che la terra é divisa geograficamente in aree nazionali. Esistono nazioni piccole e nazioni grandi, ma pur sempre nazioni, ognuna delle quali si é venuta formando aggregando, attraverso i secoli, microsistemi come città, regioni, comunità, gruppi etnici e religiosi. Ad ogni nazione appartiene un proprio territorio, una popolazione, una ricchezza, dei costumi, un sistema di governo, delle istituzioni, una lingua ed una storia. Ogni governo amministra i propri affari nazionali con sistemi diversi. II tentativo rimane per tutti di risolvere, in maniera indipendente, i problemi che affliggono la propria nazione. L’occhio attento di un visitatore analitico insieme ad uno studio dinamico delle varie situazioni aiutano a vedere che le nazioni del mondo, non solo sono afflitte dagli stessi problemi, ma nessuna di esse é in grado di risolverli. Un primo esame evidenzia inoltre il fatto che i problemi sono quasi sempre indipendenti dalle forme politiche in atto. Nel mondo si trovano infatti, varie forme di governo: liberale, comunista, democratico , dittatoriale , monarchico, o forme miste fra queste. Le genti di un paese spesso condividono le scelte politiche effettuate in altri paesi e preferirebbero vivere in altre terre. Analogamente, però, le genti invidiate dalle prime, anch'esse insoddisfatte di vivere con il proprio sistema, guardano con maggiore speranza e fiducia ai sistemi di vita di altri popoli. Sembra che nessuno si renda conto della realtà effettiva nella quale vivono i diversi paesi. Infatti disoccupazione, terrorismo, degrado morale ed ambientale sono mali che accomunano tutto il globo. Lo sfruttamento delle classi lavoratrici si verifica in ogni luogo della terra. Con vari artifizi i beni prodotti a costi bassissimi in certi paesi, vengono trasportati e venduti nei mercati ad alto reddito, beneficiando gli imprenditori di enormi guadagni. Questo sistema di sfruttamento - a prescindere dalla questione morale - é spesso negativo per i paesi ad alto reddito: il mancato utilizzo della propria forza-lavoro, troppo costosa, provoca disoccupazione. La contestazione giovanile, la criminalità organizzata, l' inquinamento, l'eliminazione industriale della fauna e della flora agricola, l'inurbamento e 1'espansione delle grandi città in tutto il globo , le megalopoli in aumento, la burocrazia , danno una esatta dimostrazione che la vita umana é divenuta intollerabile. Gravi forme di disadattamento, solitudine, paura ed abbandono sono ormai parte di noi e provocano, insieme all'inquinamento ed alle emergenti malattie difficoltà, ostilità ed egoismo. I sistemi sanitari delle singole nazioni già da tempo lamentano difficoltà operative. Non c'é sistema nazionale sanitario che sia soddisfacente e che non sia in deficit. L'educazione ha intrapreso ovunque una direzione fuorviante. Viene infatti impropriamente identificata con 1'istruzione, quest'ultima, confusa con la comunicazione che, a sua volta, viene confusa con 1'informazione. Oggi veniamo continuamente bombardati da informazioni ; la tecnologia consente la trasmissione di dati e notizie in tempo reale in ogni luogo della terra. La pubblicità attraverso i massmedia ci veicola continuamente migliaia di messaggi. Durante tutto il giorno veniamo assaliti da una massa di informazioni, da cui tentiamo di difenderci. In nessun campo, l’'effetto del bombardamento e della confusione delle informazioni si é dimostrato più deleterio che nel sistema scolastico. Il sistema scolastico mondiale (nessuna nazione esclusa) ha seguito la stessa sorte di molte altre istituzioni centralizzate: le scuole più piccole sono state accorpate in grandi complessi. Lo sradicamento dei bambini dal loro ambiente, l'aumento della burocratizzazione e la specializzazione spinta, hanno avuto come conseguenza l' alienazione degli studenti e la perdita del senso di disciplina insieme alla motivazione allo studio. Personalmente ritengo che stiamo allevando una generazione per la quale l'educazione consiste solo nell'assorbire passivamente i messaggi. Inoltre le nazioni tecnologicamente avanzate si arrogano il diritto di imporre ad altri popoli il proprio modello economico. É un inganno crudele lasciare che le nazioni del mondo in via di sviluppo ripongano ancora fiducia in una crescita di tipo occidentale. Di conseguenza, alcune nazioni del terzo mondo avranno costruito per il terzo millennio una massiccia infrastruttura industriale e scopriranno, però, di non potere assicurarsi la necessaria quantità di energia, i ricambi e gli specialisti atti ad alimentare la nuova macchina economica. Generalmente, quando il progresso di tipo occidentale arriva in una nazione del terzo mondo, ne deriva un'istantanea crescita di povertà ed un aumento immediato del costo della vita. La causa principale di ciò consiste nel fatto che l'industrializzazione di tipo occidentale favorisce l'insediamento nelle città più che nelle zone rurali; inoltre, la produzione fortemente centralizzata ed automatizzata non incrementa il lavoro umano e contestualmente, anche i contadini si vedono costretti a spostarsi nelle città in cerca di lavoro. Come conseguenza, da una parte cresce l’inurbamento e dall'altra aumenta la sottrazione di terre coltivate a discapito della produzione agricola.. É evidente che le nazioni del "mondo in via di sviluppo" devono cercare forme di sviluppo diverse da quelle usate nell'occidente industrializzato. Si dovrebbe aborrire la tecnologia centralizzata, a elevato consumo energetico, a favore di una tecnologia intermedia, che permetta un uso intensivo della mano d'opera, per avviarsi verso uno "sviluppo coerente e sostenibile". Tutti i problemi fin qui esposti sono generali e comuni ed, anche se una nazione li risolvesse, il problema permarrebbe perché, come la precedente analisi ha evidenziato, il tema é transnazionale. É come una pallina che tenta di uscire da un cerchio di ferro poggiato su un piano. Qualsiasi via tenti, a nord, a sud, ad est, a ovest, la porterebbe contro il bordo. La pallina é in difficoltà perché muovendosi solo nel piano non riesce ad uscire. L’unico sistema possibile é quello di passare dal piano allo spazio. Solo alzando la pallina nella terza dimensione le si darà la possibilità di uscire. Cosi le nazioni, avvolte a stravolte da problemi similari, tentano di risolverli entro il cerchio di ferro dei propri confini e delle proprie politiche nazionali senza rendersi conto che il problema può essere risolto solo saltando dalla dimensione nazionale a quella internazionale. Gli scritti Bahà'í dicono che: "l'unità mondiale é lo stadio successivo nell'evoluzione del nostro pianeta" e che "Scegliere questa rotta non significa negare il passato del1'umanità: significa comprenderlo" (4). “ La razza umana, che come unità distinta a organica é trascorsa attraverso stadi di evoluzione analoghi a quelli dell'infanzia a della fanciullezza nella vita degli individui, si trova ora nel periodo culminante della sua turbolenta adolescenza e si avvicina a quel periodo, cosi a lungo atteso, che coincide con la maggiore età" (5). Non adeguarsi a questo progresso storico é come vivere oggi governando con sistemi che venivano utilizzati quando le Nazioni erano divise in piccoli stati o città stato. "Il primo a fondamentale requisito per riorganizzare e amministrare il mondo come un solo paese, la dimora dell'umanità è l'accettazione dell'unità del genere umano. E giacché il consenso universale su tale spirituale principio é indispensabile per il successo di qualsivoglia tentativo volto a edificare la pace nel mondo, esso deve essere proclamato al mondo intero, insegnato nelle scuole e costantemente sostenuto in ogni nazione quale preparazione di quell'organico mutamento delle strutture sociali che esso comporta" ( 6 ) . Infatti "L'Ordine mondiale può fondarsi soltanto su un'incrollabile consapevolezza dell'unità del genere umano, verità spirituale confermata da tutte le scienze umane: l'antropologia, la fisiologia, la psicologia riconoscono infatti l'esistenza di un'unica specie umana, benché infinitamente diversificata negli aspetti secondari dell'esistenza." (7). Per considerare il pianeta come un solo paese é pero necessario che ai popoli del mondo si spieghi che i differenti modi di vivere sono stati tappe necessarie alla crescita e che "l’unità nella diversitià" deve divenire la parola d'ordine del futuro. Per poter avere un mondo unito é necessario che i vari popoli acquisiscano il concetto dell’esistenza di un solo Dio per tutti, Dio che nella storia é stato chiamato con nomi diversi ed adorato con riti diversi, ma sempre il medesimo Dio. E che questo Dio ha inviato molti maestri che hanno educato l’umanità con nomi di religioni differenti. Ma tutte provenienti dalla medesima sorgente. Religioni diversificatesi nella storia a seconda della maturità dei popoli a cui hanno parlato. Ed oggi possiamo comprendere che per costruire un nuovo ordine mondiale é necessario aggiornare il concetto di Dio e della Sua unicità. É quindi da una prospettiva spirituale che nasce il concetto di un nuovo ordine mondiale. Non é certo con l’imposizione di nuove leggi economiche, sociali, o negoziazioni politiche fra stati o presidenti di repubbliche, o accordi fra monarchi e parlamenti di stati potenti o non, che elimineremo i pregiudizi di razza, di fede, di storia, di cultura, di potere. Bensì attraverso un nuovo processo che richiede l’accettazione volontaria ed incondizionata del principio spirituale dell’unità del genere umano". Esiste una sola specie umana benché infinitamente diversificata negli aspetti secondari della vita. Questa é la base per la costruzione di un nuovo ordine mondiale. Questi concetti furono espressi oltre 100 anni fa da colui che fu antesignano dell'unità mondiale: Bahà’ùllàh (1817-1892). In uno dei suoi testi Egli scrisse: "Fra non molto questo Ordine sarà chiuso ed un altro sorgerà in sua vece" ( 8 ) . Per ciò che disse a scrisse a Regnanti, Presidenti, uomini di potere politico a religioso, Bahà’ùllàh fu esiliato, imprigionato a perseguitato per 40 anni. I suoi scritti sono oggi tradotti in tutte le lingue del mondo ed i suoi seguaci sparsi ai quattro angoli della Terra. Di Lui, che mori prigioniero, scrisse il grande Tolstoj: "Noi perdiamo le nostre vite intenti a chiarire i misteri dell'universo, ma esiste un prigioniero, Bahà’ùllàh, che ne possiede la chiave". "L'unità della razza umana, cosi come é stata prevista da Bahà’u’llàh, implica la creazione di una confederazione mondiale entro la quale tutte le nazioni, le razze, i credi a le classi siano uniti intimamente e permanentemente e nella quale l'autonomia degli stati confederati e la libertà personale e l'iniziativa degli individui che li compongono, siano definitivamente e completamente garantite". "É necessario che si evolva una forma di Stato Supremo, in favore della quale tutte le nazioni del mondo saranno disposte a cedere ogni diritto di dichiarare guerra, alcuni diritti di tassazione e tutti i diritti di armamento, eccetto quelli necessari a mantenere 1'ordine interno entro i rispettivi confine". "Questo Stato Supremo consiste in un corpo legislativo mondiale idoneo a promulgare le leggi internazionali necessarie per regolare la vita, a soddisfare i bisogni di tutte le razze e di tutti i popoli. Un organo esecutivo mondiale, spalleggiato da una polizia internazionale, porterà a compimento le decisioni e applicherà le leggi promulgate dal corpo legislativo mondiale, garantendo l’unità organica dell’intera confederazione". "Un tribunale mondiale giudicherà e promuoverà i suoi verdetti finali e vincolanti per tutte le dispute che possono sorgere fra i vari elementi costituenti tale sistema universale. Sarà creato un meccanismo per regolare le comunicazioni internazionali dell'intero pianeta, senza limitazioni o restrizioni nazionali, funzionante con rapidità sorprendente e regolarità perfetta. Una lingua mondiale, creata o scelta fra gli idiomi esistenti, sarà insegnata in tutte le scuole delle nazioni confederate quale ausiliare della lingua madre. Una scrittura mondiale, una letteratura mondiale, un sistema uniforme e universale di valuta, di pesi e di misure semplificheranno e faciliteranno gli scambi e i traffici fra le nazioni e le razze umane". "In tale società mondiale la scienza e la religione, le due forze più potenti della vita umana, saranno riconciliate e, cooperando, si svilupperanno armoniosamente. Con questo sistema, la stampa, nel dare completa espressione alle differenti vedute e convinzioni dell'umanità, cesserà di essere loscamente manipolata da interessi speciali, siano essi privati o pubblici, e sarà liberata dall'influenza dei governi a dei popoli contendenti". "Le risorse economiche del mondo saranno organizzate e le fonti di materie prime saranno sfruttate e pianamente utilizzate; i mercati saranno coordinati e sviluppati, e la distribuzione dei prodotti regolata con equità e giustizia". "Una comunità mondiale in cui tutte le barriere economiche dovranno essere permanentemente abbattute e l’interdipendenza del capitale e del lavoro definitivamente riconosciuto; una comunità nella quale il vociare del fanatismo e delle lotte religiose tacerà per sempre; in cui la fiamma dell'odio razziale sarà per sempre spento; in cui un unico codice di leggi internazionali, prodotto dal ponderato giudizio delle federazioni dei rappresentanti mondiali, avrà per sanzione l’istantaneo e coercitivo intervento di tutte le forze congiunte delle unità federali; e finalmente una comunità mondiale in cui la follia di un nazionalismo capriccioso e militaresco si tramuterà nel sentimento durevole della cittadinanza mondiale". "Cesseranno le rivalità nazionali, gli odi e gli intrighi; le animosità razziali e i pregiudizi saranno sostituiti dall'amicizia, dalla comprensione e dalla cooperazione fra le razze. Le cause delle lotte religiose saranno rimosse permanentemente, le barriere e le restrizioni economiche saranno completamente abolite e le disordinate differenze di classe annullate". "Un sistema federale mondiale che governi tutta la terra, esercitando un'autorità indiscutibile sulle sue inconcepibilmente vaste risorse, fondendo e incorporando gli ideali dell'oriente a dell’occidente, liberati dalla piaga e dalle sofferenze delle guerre e teso allo sfruttamento di tutte le fonti di energia esistenti sulla superficie del pianeta, un sistema nel quale la forza si faccia serva della giustizia, la cui esistenza sia sostenuta dal riconoscimento universale di un solo Dio e della sottomissione a un'unica comune rivelazione, questa é la meta verso la quale l’umanità avanza, sotto l’impulso delle forze unificatrici della vita".(9) Essere consapevoli di questa visione costituisce il primo stadio verso la trasformazione da un "sistema di colonizzazione" ad un "sistema di collaborazione". Questo sistema di collaborazione prevede una visione consapevole dello sviluppo del nostro sistema basato sulle sovranità nazionali verso quello della sovranità mondiale. Il grafico sottostante spiega la visione di questo processo nel quale l’individuo diviene consapevole del concetto di evoluzione da un sistema nazionale ad un sistema internazionale. GRAFICO N. 3 : LO SCHEMA CHIARISCE LO SVILUPPO DELLA SOCIETÀ IN CONTINUO PROGRESSO NEL QUALE SI PASSERÀ DALL’ATTUALE SITUAZIONE ALL’UNITA’ MONDIALE ATTRAVERSO UN PERIODO INTERMEDIO DENOMINATO “PACE MINORE“ CHE E’ UN ACCORDO POLITICO FRA STATI. Come nelle fasi precedenti il “salto in avanti “ avviene attraverso uno “stato entropico-caotico“ nel quale i sistemi di governo, i valori, l’economia, il sistema educativo ecc. entrano in crisi e mettono l’intero stato sociale in “fibrillazione“. Guardandoci intorno è evidente che la nostra società si trova nel bel mezzo di questo “stato caotico“ e le “istituzioni “ non sono in grado né di governare il processo né di risolverlo. Soltanto attraverso una nuova visione del processo, attraverso una nuova consapevolezza, saremo in grado di passare l’empasse GRAFICO N. 4 : LO SCHEMA CHIARISCE CHE ANCORA UNA VOLTA IL SALTO VERSO UNA NUOVA FASE DI EVOLUZIONE PASSA ATTRAVERSO UNO “ STATO ENTROPICO O CAOTICO “. Questa “ visione e’ una sfida positiva “ , un traguardo ovvio di tutte le fasi evolutive precedenti dall’età della pietra ai giorni nostri, dai miscrosistemi ai macrosistemi da una società nomade ad una società unita e mondiale . La visione e’ olistica e di lungo periodo. I protagonisti, ai quali questa sfida responsabile é rivolta, sono tutti gli abitanti del pianeta: il genere umano nel suo complesso, i membri delle istituzioni di governo a tutti i livelli, coloro che operano negli organismi di coordinamento internazionale, gli scienziati ed i pensatori sociali, tutte le persone dotate di talento artistico, tutti coloro che hanno accesso ai mezzi di comunicazione, i leader degli organismi non governativi e soprattutto la gente della strada, di tutte le strade del mondo, di quelle strade popolate da miriadi di genti diverse che sono la maggioranza dell'umanità. A tutti loro, ed a voi che leggete, questa sfida responsabile é rivolta. Noi siamo i custodi del mondo. "LA TERRA È UN PUGNO DI POLVERE , FATE CHE VI REGNI L'ARMONIA". Fine Riferimenti 1.- Tavole di Bahá'u'lláh, pag. 150. 2.- Casa Universale di Giustizia "La Promessa della Pace Mondiale", pag. 27-28. 3.- Shoghi Effendi, "L'Ordine Mondiale di Bahá'u'lláh" pag. 207. 4.- Casa Universale di Giustizia “ La promessa della Pace Mondiale", pag. 3 5.- Casa Universale di Giustizia “ La promessa della Pace Mondiale “ pag 16 6.- Casa Universale di Giustizia “ La promessa della Pace Mondiale “ pag 21 7.- Casa Universale di Giustizia “ La promessa della Pace Mondiale “ pag 21 8.- Bahá'u'lláh, citato in "Appello alle Nazioni" di Shoghi Effendi, pag. 52 9.- Shoghi Effendi, "L'Ordine Mondiale di Bahá'u'lláh", pagg. 208-210 Beppe Robiati
 
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